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martes, 3 de agosto de 2010

UN PASSO DE TANGO….

Il tango è una danza che avevo imparato un po’ in Francia alcune annos fa. Me è sempre piacuto perché per me è come la vita, con molto tecnica e molto liberta insieme e perché è basato sulla fiducia e la complicità tra le compagne. Nacque alla fine del 19 secolo e è un po’simile al blues. Il tango è anche un genere musicale che esprime la tristezza de le amore complicate con molto sensualità come la carezza del vento.
Mi piace danzarlo percé mi fa sentire viva e me aiuta a dare più importanza a le piccole cose de la vita.
Ho seguido alcune lezione in Argentina durante mio tironcino e spero de potere seguire altri prima di andarmene. Spero anche che potró andare a una milonga para practicare e convididere la energia della danza con altri compagni.
Per me il tango è una delle più belle danze e me ricorda tanti ricordi senza prezzo. Ho comprato anche CDs con le migliore pezzos de tango per practicare da sola e pensare quando me succede cose triste. Così me ricordo de attimi felici e me torna vigore e un sorriso.
Marysé.

Cugini d’America!

Cugini d’America!
Il mio nome è Carmen, sono una ragazza italiana che presta volontariato presso la Fondazione da circa un mese. L’Argentina è un paese capace di accogliere chiunque in maniera calorosa, ogni giorno i tanti piccoli gesti degli argentini aiutano chi si trova lontano dal suo paese a sentirsi un pó come a casa propria.
Inoltre, per un’italiana come me, risulta ancora piu semplice integrarsi a questo paese: circa il 60% della popolazione ha origini italiane! Anche se l’epoca della grande migrazione europea e italiana è ormai lontana nel tempo, figli, nipoti e bisnipoti di italiani che un giorno scelsero lArgentina per prosperare, sentono ancora un fortissimo legame con il mio paese.
La maggior parte degli argentini che sto conoscendo ha un cognome italianissimo, che peró pronuncia in maniera diferente dalla nostra. Attenzione, dico di maniera “diferente” e non “sbagliata”; dal mio punto di vista sarebbe un grande atto di superbia voler correggere una persona che pronuncia il proprio nome, e devo ammettere che a me il loro accento suona molto dolce e gradevole!
Per entrare al meglio nel vivo della cultura di questo incantevole paese, chiesi ad un conoscente di indicarmi alcuni piatti tipici argentini. Con grande entusiasmo, egli mi rispose con una serie di piatti che mi suonarono decisamente familiari:- Milanesa! Canelones! Ñoqui!* -.
Esistono naturalmente alcune differenze che lasciano al viaggiatore italiano un poco di piacere per l’avventura e la scoperta. Ad esempio, il “colectivo”, ovvero il tipico autobus di Buenos Aires, rappresenta molto la latinitá del luogo. L’autista non è affatto rinchiuso in una teca di vetro come in Europa, il passeggero deve sempre rivolgersi a lui per chiedere e pagare il biglietto. All’interno del colectivo non possono mancare: la musica della radio, degli specchietti cesellati posizionati come retrovisori interni, una serie di peluche, una marea di allegra e colorata chincaglieria dal gusto kitch e latinamente barocco come ad esempio una coppia di penzolanti e variopinti dadi pelosi!
Quante cose ancora da scoprire e da vivere qui a Buenos Aires, ogni giorno e un’avventura con i miei nuovi, simpaticissimi “cugini d’America”…
Fundacion CICLO, ti ringrazio per avermi dato l’opportunita di vivere questa esperienza che mi sta danto tantissimo culturalmente e che mi riempe il cuore!

* Ovvero, “cotoletta alla Milanese, cannelloni e gnocchi”...

lunes, 11 de enero de 2010

Sinterklaas, la più divertente e interessante festa olandese

Il cinque di dicembre si festeggia nei Paesi Bassi una delle feste più importanti dell’anno (insieme a ‘Koninginnedag’, il ‘Giorno della Regina’ il trenta d’aprile). Si chiama ‘Sinterklaas’ (prima ‘Sint Nicolaas’), ossia ‘San Nicola’. E no, non è Babbo Natale, è al contrario. A Nuovo Amsterdam (il posteriore Nueva York), una vecchia colonia olandese si festeggiava anche questa festa. Di là spuntó Babbo Natale. È una festa così originale, culturale e divertente che non posso fare altro che parlarvi su di lei. Si festeggia anche in altre parti dell’Europa Centrale ma no nella misura nella quale la festeggiamo noi olandesi.

In realtà, la festa già inizia due settimane prima del cinque di dicembre, quando Sinterklaas arriva ai Paesi Bassi con una barca dalla Spagna. Il ‘Pakjesboot’, la ‘Barca dei Regali’ si imbarca ogni anno a un’altra città olandese. Probabilmente arriva in barca perché San Nicola è il patrono dei marineri. Inoltre di molti regali e dolci, porta con sé il suo cavallo bianco che si chiama ‘Amerigo’ e molti aiutanti, che si chiamano ‘Zwarte Pieten’, ‘Pietri Neri’. Sempre ha avuto soltanto un aituante pero da quando le troppe canadesi volevano partecipare nella festa di 1946 come Zwarte Pieten sono molto di più.

Durante le due settimane prima del cinque di diciembre, i bambini mettono la loro scarpa sotto il camino o sullo zerbino qualche volta alla settimana. Un fenomeno che già esisteva nel secolo XIII nella mia città, Utrecht. Quasi sempre la riempiano con paglia e carote per il cavallo. Di notte Sinterklaas e i Zwarte Pieten passano per i tetti e le strade lasciando regali nelle scarpe. La notte del cinque di dicembre è ‘Pakjesavond’, ossia la ‘Notte di regali’ nella quale i Pieten lasciano un grande sacco pieno di regali. Nelle scarpe e anche nel sacco si incontrano inoltre di regali anche dolci, come il tuo iniziale di cioccolato, frutta o animali di marzapane e piccoli biscotti speziati. Per lo meno un regalo ha anche un poema. Questo poema espressa le qualità positive e negative del destinario. Se è un adulto, si suole reirsi anche un po’ di lui o lei. Se sono tutti adulti, è costume di mettere tutti i nomi su un pezzo di carta, metterlo in un cappello e togliere uno. Per questa persona si compra un regalo, si scrive un poema e spesso si fa anche un ‘surprise’, che è un avvolto molto originale che rappresenta un oggetto. Attualmente ci sono molti, soprattutto studenti, che fanno ‘il gioco con il dado’. Ognuno compra alcuni regalini che si mette nel tavolo e si mette un orologio da cucina per cinque minuti per esempio. Ogni numero del dado si riferisce a un’azione. Per esempio: 1 è aprire, 2 è passare tutti i regali alla persona della tua sinistra, 3 è cambiare un regalo a scelta con un’altra persona, eccetera. Questo causa molto stress se non vuoi passare i tuoi regali o al contrario, tenertili.

Le radici di questa festa sono molto antiche. La figura di San Nicola è basato su San Nicola di Bari, un vescovo che visse nel quarto secolo a Mira (nella Turchia attuale) ed è seppolto a Bari (che faceva parte del Regno di Spagna, per questo dicono que viene dalla Spagna). Presumibilmente era una persona molto generosa al quale si attribuisce vari milagri, come aver resuscitato a tre bambini. Durante tre secoli fu riverenzato soltanto nell’Oriente, ma dal secolo XIII il giorno della sua morte, ossia il sei di dicembre, è anche celebrato dai cristiani europei. Solo nel secolo XVI si è convertita in una festa familiare.

A questa base cristiana si unirono elementi pagani. Odino, un dio germanico, andava anche in cavallo bianco. Aveva un aiutante, che come Zwarte Piet portava una barra –un vecchio simbolo di fertilità-, il quale Piet usava per colpire i bambini cattivi. Per i cristiani era un demonio al quale San Nicola obbligò a realizzare degli atti nobili. Secondo altri è un bambino dell’Etiopia salvato da San Nicola. Si può vederlo anche come ombra di una parte brutta del nostro passato, rendendosi conto che I Paesi Bassi trafficò molti schiavi africani. Per questo alcuni olandesi di colore si oppongono a questo elemento. I bambini li vedono simplemente come bianchi che si sporcarono con fuliggine del camino. Mi sembra più preoccupante una frase di una delle tante canzioni che cantiamo durante la festa: “Ook al ben ik zwart als roet, ‘k meen het wel goed”. “Anche se sono nero, ho buone intenzioni…”

Ogni anno, all’inizio della festa, i miei nonno andavano al corridoio per mettersi gli abiti di Sinterklaas e Zwarte Piet. Mai li ho visti divertirsi tanto che durante quella sera dell’anno. Che peccato che non c’ero quando mio nonno decise di immitare a Sinterklaas que imitò a sua volta un rapper olandese-marrochino. L’anno prossimo mia nonna decedé giustamente tre giorni prima della festa. Ovviamente non avevamo tanta volgia di festeggiarlo, facemmo soltanto il gioco con i dadi. L’anno seguente ritornò l’allegria, e mio nonno si mise il suo abito di nuovo. L’anno passato già stava nei suoi ultimi mesi di vita. Per due infarti celerbali incapace di parlare, cenò con noi ma se ne andò prima del gioco. Quest’anno sono nell’Argentina, contando tutti che vogliono sentirlo su questa festa speciale che per me è soprattutto la festa del nonno, mio nonno, che non per caso si chiamò ‘Jan Nicolaas’, ossia ‘Gianni Nicola’.
Noortje Peverelli, tironcinante olandese

sábado, 5 de diciembre de 2009

Empanadas, requiem e brasileri in Lederhösen

Nel frattempo mi trovo quasi due mesi a Buenos Aires e comincio a sentirmi abbastanza a casa, cosa che succede normalmente dopo di averti fatto alcuni amici. Gli saluti quotidiani dell’uomo della sicurità dell’angolo e della pizzeria così come trovare per strada le ragazze del “mio” bar e la nonnina napoletana della “mia” lavanderia mi danno l’idea che sono qua da anni (anche perché la gente del mio quartiere in Olanda appena conosco.)

Con una tirocinante argentina della fondazione e i suoi amici sono andata a mangiare pizze ed ‘empanadas’ (un tipo di calzoni ripieni di carne maccinata, prosciutto/formaggio o verdure per esempio). Mi sembra che verso le undici abbiamo cominciato a mangiare e ha durato un tempo fino a che terminasse il mio piatto. Questo mi ocorre spesso qui, perché i miei compagni di tavolo hanno l’abitudine di parlare molto durante il mangiare e ovviamente non posso non rispondere. (Non gli diró che ci sono genitori olandesi, soprattutto prima della mia generazione, che divietano il parlare durante i pasti.) A quest’ora il ristorante era ancor pienissimo, anche con bambini piccoli che lottavano contro il sonno. Mia madre, in vacanza in Italia, si arrabiava sempre di questo fatto, ma anche qua e un costume introdurgli a una età giovane alla vita notturna.

In Olanda uscire molte volte vuol dire andare a un bar, ristorante o cinema ma qua già all’inizio sono andata al teatro e a un concerto di musica classica. La cugina di un amico argentino frequenta una “scuola superiore musicale” e attuó in una chiesa a Saavedra, un quartiere nel nord del centro. La casa santa era piena di parenti fieri che con il telefonino e la camera lottavano contro il passare del tempo. L’atmosfera serena in combinazione con i toni puri era emozionante. Nonostante peccato che gli argentini, che secondo me possono parlare dal loro nascimento, dovevano farlo anche in questo momento. Ma questo indole sociale ha anche i suoi vantaggi. Quando ho visto passare un ragazzo con ‘mate’ (una specie di te di erbe, la bevanda nazionale) ho detto al mio amico que ancora non l’ho provato, ovviamente a voce alta, cosí che il ragazzo poteva ascoltarlo e no poteva fare altro che offrirmi il suo bicchiere.

Anche dalla fondazione mi occupo molto di cultura. Venerdì il 16 di novembre ha avuto luogo ad un centro di lingue a Recoleta –un quartiere elegante nel centro- ‘Global Village’ (‘Paese mondiale’). Questo è un mercato culturale che annualmente ed in tutto il mondo viene organizzato da AIESEC, l’organizzazione di studenti più grande del mondo che aiuta studenti ad incontrare uno stage impegnativo. Lo scopo di questo mercato è semplice, mettere gli abitanti locali in contatto con altre culture. Cose simili sempre mi attragono, d’altronde voglio collaborare con AIESEC e le ambasciate per il mio proggetto di atrarre più tirocinanti stranieri a Argentina.

I paesi partecipanti (fra altri Olanda, Finlandia, La Repubblica Ceca, Brasile, Colombia, Messico, Canada, India e Cina) che erano rappresentati in primo luogo per le loro ambasciate avevano uno stand con della informazione, degli oggetti e degli snacks nazionali e facevano una presentazione con video. Ho appreso che Brasile ha la maggior communità africana e giapponese (fuori di quei paesi) e che Colombia è uno dei paesi del mondo con la maggior biodiversità. Ho assaggiato empanadas indias con verdure e anice e ho visto in un video brasileri tedeschi vestiti in ‘Lederhosen’ (‘pantaloni di cuoio’) ballando per le strade di Rio durante il suo ‘Oktoberfest’ (festa di birra festeggiato ad ottobre). In Latinoamerica, cultura non è così legata a frontiere nazionali come in Europa. Anche mi hanno dato l’indirizzo del miglior ristorante messicano a Buenos Aires. Il suono del video di Olanda, un po’ fuori d’epoca –e per questo comico- non funzionava bene, così che la ragazza (nella foto alla destra) ha dovuto comentorlo lei stessa. La ‘kruidkoek’, ‘torta di erba’ fatta dalla madre olandese di una ragazza argentina lo ha compensato. Gli argentini erano soprattutto impressionati dai campi di fiori e ‘hagelslag’ (‘spaghetti corti di cioccolato’) che mettiamo sul nostro pane burrato durante la colazione o pranzo. Anche hanno appreso che il mio paese non è un Sodoma o Gomorra ma che la nostra politica di droga e prostituzione giusto proviene cattivo comportamento.

Noortje Peverelli, pratticante olandese